FCA – RENAULT: fusione ancora possibile?

FCA – Renault: come sappiamo, in data 27 Maggio 2019 Fiat Chrysler Automobiles aveva presentato al Consiglio di amministrazione del gruppo Renault una lettera non vincolante contenente una proposta di fusione alla pari per creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo.

I dettagli della proposta

I punti fondamentali della proposta erano:

  • la società risultante sarebbe stata detenuta per il 50% dagli azionisti di Fca e per il 50% dagli azionisti di Renault con una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti. 
  • la società risultante sarebbe diventata il terzo più̀ grande Original Equipment Manufacturer (OEM) con 8,7 milioni di veicoli venduti e una forte presenza di mercato nelle regioni e nei segmenti chiave;
  • nessuna chiusura di stabilimenti;
  • stimati oltre € 5 miliardi di sinergie run-rate annuali in aggiunta alle sinergie esistenti nell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi (“Alleanza”);
  • un solido bilancio combinato che consente una allocazione flessibile del capitale e una solida politica di dividendi;
  • significativi benefici per gli altri partner dell’Alleanza, incluso €1 miliardo di sinergie run-rate aggiuntive stimate;
  • l’aggregazione sarebbe stata effettuata come operazione di fusione sotto una capogruppo olandese.

Quali benefici?

Inoltre, i benefici derivanti dalla proposta sarebbero stati non solo investimenti più̀ efficienti in termini di utilizzo del capitale, ma soprattutto creare uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività̀ e tecnologia a beneficio dei rispettivi azionisti e degli stakeholder delle società̀.

L’intervento dello Stato francese ed il ritiro di FCA

Tuttavia, il 6 giugno dopo l’ennesimo rinvio della decisione finale da parte di Renault, Fiat Chrysler ha scelto di ritirare la propria offerta e in un comunicato stampa ha dichiarato:

“Non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo”.

Infatti, dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, che chiedeva di non avere fretta a chiudere l’accordo, e di rispettare le condizioni fissate sin dall’inizio, tra cui la necessità della presenza di una sede operativa in Francia e la presenza dello Stato francese nel Consiglio di amministrazione nella futura entità, la Fiat Chrysler guidata da John Elkann ha ritirato la proposta.

Tuttavia, alla base del ritiro della proposta di fusione da parte di Fiat Chrysler, non vi è stata solo la pressione da parte del governo francese, ma soprattutto l’opposizione di Nissan, che annunciava a Renault che in caso di votazione si sarebbero astenuti «da un voto cruciale che avrebbe minacciare il futuro dell’alleanza ventennale tra il costruttore nipponico e quello francese».

Le conseguenze in Borsa…

Dopo la notizia della mancata fusione, le quotazioni del titolo di FCA hanno perso il 4,7 per cento a Milano, mentre quelle del titolo di Renault hanno perso l’8,7 per cento alla borsa di Parigi. 

Quali nuovi sviluppi?

Infine, secondo le ultime indiscrezioni, dopo il ritiro della proposta di fusione tra FCA e Renault ci sono stati colloqui tra il presidente Fiat-Chrysler John Elkann e l’omologo francese Jean-Dominique Senard per riaprire i negoziati.

Infatti, dopo la conferma di Senard come Presidente del Consiglio di amministrazione del gruppo francese, il rieletto presidente ha pronunciato un lungo discorso e ha affermato in riferimento al mancato progetto di fusione con Fca: “Non so cosa ci riserverà l’avvenire, quello che posso dire è che sono molto “dispiaciuto” per il voto negativo dello Stato francese rispetto alla fusione con Fca” e dinanzi alle numerose domande degli azionisti durante l’Assemblea Generale del Gruppo ha dichiarato: “Secondo la mia esperienza industriale in quel progetto c’era una reale potenzialità di successo”.

Inoltre, per riprendere i negoziati il governo francese ha proposto di ridurre la sua quota del 15% all’interno del Renault Groupe, mentre Nissan ha dichiarato che per ottenere il suo consenso Renault deve ridurre la sua partecipazione 43,4%.

Infatti, attualmente lo Stato francese non solo detiene il 15% del capitale all’interno di Renault, ma ha anche il 30% circa dei diritti di voto in assemblea, mentre da parte sua, la Renault ha il 43,4% della Nissan con pieni poteri di influenza, mentre i giapponesi controllano sì il 15% della Casa francese, ma senza alcun diritto.

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Seguiremo gli sviluppi della trattativa, di sicuro interesse per tutti coloro i quali sono interessati al mondo delle acquisizioni societarie.

Dott.ssa Denise Amato                      Avv. Giuseppe Bellini