Due Diligence Legale: le cause in corso non vanno sottovalutate…

Due Diligence Legale e contenzioso in essere

Nelle acquisizioni societarie, la valutazione del rischio legale spesso contiene degli elementi di incertezza.

Se poi parliamo di contenziosi che vengono trattati nei Tribunali di “merito”[1], nessun legale serio può sostenere di aver sempre azzeccato le previsioni.

Gli Avvocati d’Affari su questo tema si interrogano spesso, per ovvie ragioni.

Le rilevanti implicazioni sul prezzo di vendita dell’azienda o sulle garanzie da prevedere sono indiscutibili.

A maggior ragione se stiamo parlando di aziende in crisi.

Per questo motivo la check-list della due diligence preventiva, su questo aspetto, è sempre particolarmente ricca di domande.

Sia che si tratti di una cessione di partecipazioni societarie, che di una cessione d’azienda, l’acquirente  vuole sempre ottenere i dettagli di tutte le liti pendenti o minacciate.

Vuole inoltre essere messo in condizione di conoscere eventuali circostanze che possano portare ad un futuro contenzioso.

L’esperienza suggerisce che su questo aspetto di solito il venditore tende a minimizzare il rischio di causa.

Spesso può contare su ottimistiche relazioni di colleghi che appaiono (talvolta comprensibilmente) più preoccupati di difendere il proprio operato piuttosto che il Cliente.

Solo un approfondimento vero (i.e. lettura di tutti gli atti processuali e non solo dei provvedimenti) consente di ricostruire in termini più realistici i possibili esiti di un contenzioso.

Ma a quali casi è importante porre particolare attenzione?

E’ presto detto.

Qualora tali cause riguardino clienti o fornitori.

Il compratore sarà infatti interessato ad investigare in che modo tali contenziosi possano influire in maniera tangibile sul prezzo di acquisto.

E non solo da un punto di “danno emergente“, ma anche in termini di mancato guadagno futuro (noto come lucro cessante).

Pensiamo al caso, non infrequente, di mancati pagamenti a seguito di contestazione di forniture.

In questo caso, la catena è quasi sempre composta da un Cliente scontento e da un fornitore asseritamente negligente.

Il fine della due diligence legale è valutare il potenziale danno all’avviamento di ciò che viene acquistato ed allocare le responsabilità senza partigianerie.

All’esito, potranno essere inserite delle specifiche indennità nel contratto di compravendita riguardanti il danno emergente.

Con esse il venditore dovrà essere d’accordo nel rimborsare tutti i costi e le perdite in cui l’acquirente è incorso come risultato di tale azioni.

Inoltre è pacifico che si dovrà intervenire sul prezzo di acquisto.

In questo caso sarà logico stimare la perdita di “avviamento”, decurtandola opportunamente.

Del resto, chi può ragionevolmente sostenere che sia logico considerare il fatturato apportato in passato da un Cliente che è in contenzioso?

E tutto ciò che invece dovesse emergere successivamente e sconosciuto al momento della due diligence?

Sarà altrettanto coperto da idonee garanzie e dovrà essere risarcito pienamente.

Avv. Giuseppe Bellini

 

[1] Tribunale e Corte d’Appello, in caso di giurisdizione ordinaria.