ALITALIA: una società a capitale misto per il salvataggio?

ALITALIA, Roma: E’ notizia di questi giorni che, dopo mesi di trattative, c’è una proposta di accordo per salvare Alitalia.

Questa proposta prevede la costituzione di una società a capitale misto[1], composta da quattro distinte realtà:

Entro il 15 settembre, data fissata dal Ministero dello Sviluppo economico, la cordata dovrà presentare un piano industriale e un’offerta vincolante ai commissari per l’acquisto delle attività Alitalia. 

COME SARA’ QUESTA NUOVA SOCIETA’?

La nuova società non è ancora stata del tutto definita, ma sarà una società il cui capitale sarà composto dal 35% detenuto da Ferrovie dello Stato e Atlantia, mentre il Ministero Economia – Finanze sarà detentore del 15%, così come Delta Air Lines.

Pertanto, la nuova Alitalia avrà lo Stato al 50% (35% FS + 15% MEF) e la componente privata con un altro 50% (35% Atlantia + 15% Delta Air Lines).

Poichè la proposta non è ancora vincolante, per la compagine azionaria definitiva bisognerà comunque aspettare il 15 settembre.

MA COME SARA’ LA NUOVA ALITALIA?

La nuova compagnia, secondo la bozza ipotizzata da Atlantia, Mef e Delta, vedrà come aeroporto internazionale di transito, a cui fanno capo numerose rotte aeree, l’aeroporto di Roma Fiumicino, mentre Milano Linate come scalo dedicato al business e agli affari europei.

Sarà potenziato anche il ruolo di Malpensa, rispetto alla quale saranno messi a disposizioni 60 milioni di euro (da capire come utilizzati).

Inoltre, la nuova Alitalia si occuperà meno delle rotte nazionali e più delle percorrenze su scala europea e sui collegamenti con il Nord America, con una “riconfigurazione della flotta” che passerà dagli attuali 117 vettori a 109 entro il 2023.

Secondo il Ministero dei Trasporti, il Piano industriale della nuova realtà societaria dovrà avere come obiettivo quello di rilanciare concretamente ed efficacemente la compagnia aerea nel medio-lungo termine e garantire la più ampia tutela possibile dei livelli occupazionali.

MA QUALI SONO I NODI CRITICI DI QUESTA OPERAZIONE?

I nodi critici dell’operazione per rilanciare Alitalia sono:

1. La questione dell’ampliamento dei collegamenti: questa necessita dell’assenso di  Air France, che secondo alcune fonti potrebbe avere un ruolo “ingombrante”;

2. La questione dei tagli al personale: secondo la stampa gli esuberi dovrebbero essere tra i 1.700 e i 2.000 (sugli 11.500 lavoratori totali), in pratica lo stesso numero di chi è attualmente in cassa integrazione;

3. La questione delle modalità di restituzione allo Stato dei 900 milioni di euro anticipati all’attuale compagnia di bandiera.

***

In conclusione, quello che si prospetta per Alitalia è l’ennesimo salvataggio in extremis.

Tra le soluzioni possibili si è scelto di percorrere, a differenza del passato, quella di affidare la compagnia di Bandiera ad una società a capitale misto composta dal 50% Statale e dal 50% privati.

Anche a voler essere fautori dello Stato Imprenditore (e fermi restando i vincoli europei) le perplessità di una scelta di questo tipo sono molteplici, proprio in ragione della contraddittorietà (per non dire assenza) di una politica industriale complessiva da parte dell’attuale Governo.

Aldilà infatti dei nodi critici da affrontare, bisogna registrare il difficile rapporto tra il Governo (rectius, il M5S) e Atlantia (partner scelto da Fs nella cordata per salvare Alitalia), a seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova.

A ciò si aggiunga che è la permanenza stessa dell’attuale governo in carica ad essere incerta.

Se a ciò si aggiunge la storia dei precedenti salvataggi di Alitalia, purtroppo, non ci sono particolari ragioni di ottimismo.

Dott.ssa Denise Amato                                                         Avv. Giuseppe Bellini


[1] Una società a capitale misto è una tipologia di società introdotta dall’articolo 22 della legge 142 del 1990, e in seguito disciplinata dall’articolo 113 del TUEL (Testo unico degli enti locali), che consiste in una società di capitale di diritto comune in cui il capitale può essere prevalentemente pubblico e in questo caso si ha la “società mista a prevalente capitale pubblico”, o un capitale prevalentemente detenuto da imprenditori privati e in questo caso si ha la “società mista con capitale pubblico minoritario”.